Uno degli utilizzi per i quali l’applicazione delle beole e serizzo riesce a farsi apprezzare al meglio è larealizzazione di scale sia da interno che da esterno. Ciò dipende dalla grande varietà di lavorazioni, dallo spacco naturale per ambienti esterni di giardini o parchi sino agli interni di abitazioni con lavorazioni molto più moderne.
Il vero vantaggio di una scalinata in pietra naturale è dato dalla sua economicità; e ciò non è un controsenso. A fronte di una spesa iniziale certamente sostenuta, non da meno rispetto ad altri prodotti, il vantaggio sarà quello di non dover più intervenire in futuroper ulteriori lavori di manutenzione. Il che rappresenterà un risparmio di tempo e di soldi.

La beola nella lavorazione a spacco naturale

Analizzando nel dettaglio la beola nella lavorazione a spacco naturale, le varianti grigia argentata, bianca o ghiandonata riescono a impreziosire e abbellire ogni ambiente.
Le beole a spacco sono apprezzate soprattutto per la varietà di colorazioni: qualsiasi beola si andrà a scegliere, il risultato sarà quello di ottenere giochi di colore unici in grado di dare lucentezza e brillantezza.
Un risultato che non si può ottenere con alcuna lavorazione a macchina, che si parli di levigati, anticati o granigliati. Niente può riproporre i giochi di luce naturali ottenuti grazie allo spacco naturale.

Uso nelle scalinate esterne

Per le nostre scalinate esterne in beola a spacco naturale è possibile ricavare pedate,ovvero la parte calpestabile, in un unico pezzo di pietra di qualsiasi dimensione si voglia.
Unica limitazione,con la beola grigia argentata o con la bianca e la ghiandonata non si possono ricavare pezzi unici di dimensioni,ad esempio, 30/35 x 80/100 cm. inferiori allo spessore di cm. 4/5.
Lo spessore è la parte a vista degli scalini ovvero la parte che vediamo di fronte; mentre le restanti potranno avere le faccia a vista di spessore disuguale, da cm. 3 a cm. 5/6,dato che non saranno a vista.

Nel caso in cui oltre alla facciata a vista saranno visibili anche altre parti dello scalino, si andranno a curare anche le altre facciate. Ecco perché queste scale non possono essere semplicemente incollate su massetto di cemento da rivestire, ma devono essere posate con sabbia e cemento avendo i due piani spaccati in modo naturale.

Beole o Serizzo lavorati a macchina

Per quanto riguarda beole o serizzo tagliati a macchina, si possono ottenere del minor spessore possibile. Nel concreto lo spessore di cm 1,5 si può ricavare da qualsiasi beola, ma chiaramente non risulterà idoneo per la pedata avendo soltanto una piccola parte sporgente nella parte a vista, il che la renderà troppo delicata e soggetta ad eventuali danni strutturali.
Lo spessore minimo consigliato è di almeno cm. 3. Per le alzate di scalini in beola possiamo ottenerlo di cm. 1,5 dato che non saranno elementi portanti, ma solo decorativi. Queste soluzioni di lavorati sono impiegate sia per esterno che per interno grazie alle molteplici finiture dei piani che possiamo ottenere, dalla beola grigia argentata, alla beola Favalle, granigliata fiammata bocciardata per esterni, sino alla beola bianca o ghiandonata per interni che è possibile levigare, spazzolare o satinare.

Lavorazione della parte laterale degli scalini

C’è un’altra lavorazione molto importante per beole e serizzi in primo piano utile a dare risultati estetici di forte impatto: si parla proprio della lavorazione della parte laterale degli scalini, cioè la corta a vista delle pedate. Questa parte può essere impreziosita con lavorazioni come il toro, il mezzo toro levigato e spazzolato per interni, bocciardati per esterni.

Per tutti questi lavori il consiglio è di tealizzare pedate da cm 4 o, meglio ancora, di cm. 5 così da avere uno spessore maggiore consentire a queste lavorazioni di spiccare ulteriormente. Nel caso invece di spessore di cm. 3, tenderanno ad essere molto sottili.

Per gli scalini con beole a spacco naturale, le coste difficilmente verranno spazzolate o levigate; queste pedate a pezzi unici in genere si lavorano con coste bocciardate o granigliate per renderle rustiche come i piani o, ancor meglio, con una lavorazione sopraffina chiamata costa alla punta.
Con questo metodo, che si utilizzava anni fa quando la lavorazione a macchina non esisteva, si ottengono risultati importanti sugli scalini indipendentemente da quale beola si vada a scegliere.

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